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mercoledì
apr062011

Presentazione, che passione!

Aspettare che il plotter sputi fuori questo foglio gigantesco, largo settanta centimetri e alto un metro, è un'autentica goduria. Uno dei momenti alti del lavoro del graphic designer. Il manifesto è un pezzo nobile della grafica. Si porta dietro una storia ormai più che centenaria, tutti i grandi maestri si sono cimentati con questo oggetto potente, carico di sintesi. Non sempre l'aspettativa è ripagata. Molti i fattori che disarmano questo obice comunicativo. Forse, uno dei fattori è il committente stesso che, troppe volte, vuole assegnare a questo strumento caratteristiche che non possiede. Il manifesto preferisce essere simbolico piuttosto che prolisso. In questa era tecnologica il poster è ancora capace di conservare tutto il suo fascino e la sua unicità. Lunga vita al plotter e al suo sputo.

mercoledì
mar232011

Un bestiario particolare.

Nel suo Bestiario il grande scrittore argentino Jorge Luis Borges, che tra l'altro era cieco come Omero, descrive creature probabili, improbabili e ricche di senso simbolico. Borges usò le sue creature per raccontare le nostre paure e le nostre gioie. Creò una metafora visiva per narrare l'inenarrabile, per vedere l'invisibile. Con lo stesso intento, grafici e illustratori creano bestiari personali per raccontare idee a volte complesse, altre volte minimali. Queste creature ricche di segni, parole e immagini diventano portatrici di informazioni. La loro forma accativante le toglie dalla passività di una grafica comunicando una accessibile voglia di confronto. Sopra, una brochure per un teatro di Lubiana a guisa di rettil-mammifero carrozzato di lettere, cresta e informazioni.

Client  |  Lej do Luta Theatre and Move Ljubljana  |  2003

mercoledì
mar162011

La presentazione inizia con una auto-analisi sulla propria identità.

Pagina pubblicitaria dello studio Punktone che fa il verso a una famosa pubblicità di George Lois.

La foto è del solito Valentin Casarsa.

mercoledì
mar162011

Dentro un cerchio anche il niente diventa un insieme.

 

Dentro un cerchio anche una superficie informe si organizza e diventa un’area finita e definita.

Il cerchio ha la proprietà di estrapolare ed enfatizzare. Un cerchio evidenzia e protegge, seleziona e comanda attenzione. L’azione di circoscrivere un microcosmo ci tranquillizza e ci dà un senso di sicurezza.  L’atto di creare un nostro particolare paesaggio domestico, finito e controllato, ci mette a nostro agio.

Quando siamo al telefono disegnamo con la matita conpulsivamente dei cerchi, attorno a un numero di telefono, attorno al logo di un cliente, attorno a una macchia di succo di frutta.

Quando vogliamo dare rilievo e importanza a una qualsiasi informazione tendiamo a proteggerla dentro muri di penna biro o di evidenziatore rosso scuro, che sicuramente non evidenzia ma crea muri praticamente invalicabili.

Vediamo questa pratica grafomane nel diplomatico e nella segretaria, nel grafico e nel medico ma anche nell’idraulico che cerchia il prezzo del suo intervento con tanta foga da stracciare la carta sulla quale sta scrivendo temendo forse che non abbiamo realizzato l’ammontare della (stratosferica) cifra.

 

Abbiamo riprodotto questo gesto nel realizzare il logotipo del Conference Centre di Gorizia, un enorme catino dentro il quale si incontreranno e si scontreranno idee e progetti, sostenuti da grafomani pronti a cerchiare qualsiasi cosa passi sotto gli occhi e fra le mani.

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